|Sabato 14 Dicembre, 2002 | BACK | NEXT

GIU' LE MANI DAL NATALE

di Angelo Persichilli

CORRIERE CANADESE


Il consumismo ha già semidistrutto lo spirito del Natale da tempo. Che però la catena di abbigliamento nordamericana The Gap voglia ufficializzarlo ed eliminare anche il riferimento alla nascita di Cristo mi sembra un po' troppo.

Il rispetto delle culture e religioni altrui è alla base di qualsiasi Paese civile ed il Canada può essere certamente annoverato tra questi. Rispettare gli altri non significa comunque rinunciare alle proprio tradizioni, siano esse culturali o religiose. Il 25 dicembre, che piaccia o no, è l'anniversario della nascita di un Individuo che oltre un miliardo di persone in tutto il mondo chiama Gesù Bambino. Viene ricordato in tanti modi. Vi sono celebrazioni religiose nelle chiese di tutto il mondo e viene ricordato con il presepe e l'alberto di Natale. Se i politici di Toronto non vogliono addobbarlo perché credono che offendono chi non crede in Colui che naque 2002 anni fa, sono liberissimi di farlo; ma se lo fanno si deve chiamare albero di Natale e non, come qualcuno aveva suggerito, "Albero della festa". Molti nostri connazionali hanno già dovuto fare uno sforzo nel sostituire "Buon Natale" con "Merry Christmas" quando sono emigrati.

Adesso che si sono abituati, i politici, perché sono stati loro a cominciare con questa iniziativa, hanno sostituito Cristo con una "X" e ci augurano Happy "Xmas". Cristo è già finito in croce una volta, non era proprio il caso che lo rifacessero nel giorno in cui si celebra la sua nascita con una sigla che mi ricorda più i mini-sommergibili di Valerio Borghese che un augurio di buone feste. Adesso hanno sostituito l'orrendo "Xmas" con "Buone Vacanze". È più chiaro, ma ancora non ci siamo. Anche perché le vacanze le fanno loro, che hanno chiuso il Parlamento dalla giornata di ieri e ci ritornano fra più di un mese. La maggioranza della popolazione va a lavorare fino alla vigilia di Natale, se permettete il termine, e ci ritornano a Santo Stefano. Quindi lasciamo stare le vacanze e, se proprio volete, auguratemi Buon Natale.

Per quel che riguarda The Gap credo si debba ricordare a questi signori che le celebrazioni per la nascita di Gesù Bambino, sono già state strumentalizzate da multinazionali del consumo in un modo che diventa ogni anno più osceno. In tutto questo marasma generale di luci accecanti, ipocriti inviti alla pace ed all'uguaglianza, in un drinkaton che comincia all'inizio di dicembre e finisce quando finiscono quintali di alcool, in questa pazzia collettiva dove si spinge la gente a spendere tutto ciò che ha, e gran parte di quello che non ha, vogliono eliminare non solo il rispetto all'evento religioso, ma anche il nome di "Christ" dalla festa. Mi chiedo: ma cosa credono a The Gap, che un miliardo (milione più milione meno) di persone in tutto il mondo aspetta il 25 dicembre per andare a comperare le loro mutande di marca? Se The Gap toglie il Natale dai propri negozi, perché noi non eliminiamo The Gap dal nostro Natale?
 

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