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VENERDÌ 28 SETTEMBRE, 2001 | BACK
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MARTIN:
«FIDUCIA NELLA RIPRESA»
Intervista
DEL CORRIERE AL MINISTRO DELLE FINANZEPAUL MARTIN di
Angelo Persichilli
CORRIERE
CANADESE
L’incertezza economica si sentirà solo nel breve termine ma nel medio e
lungo termine le previsioni sono molto rassicuranti: questo il succo di una
intervista rilasciata dal ministro delle Finanze, Paul Martin, al Corriere
Canadese.
Martin parla anche della possibilità di una manovra economica in ottobre e
che «il governo farà tutto il possibile per evitare un altro deficit».
Il ministro comunque precisa che, in questo momento, la sicurezza nazionale è
in cima alle priorità del governo.
Ecco comunque il testo integrale dell’intervista. Ministro Martin, ha deciso se presenterà un bilancio in ottobre
invece che a febbraio?
«Lascio tutte le porte aperte prima di decidere se avrò un budget oppure
solo una presentazione sullo stato dell’economia». Perché questa indecisione?
«Non è questione di indecisione, ma voglio prima avere tutti gli
elementi e poi prenderò decisioni. I fatti dell’11 settembre hanno fatto
passare in primo piano i problemi della sicurezza nazionale e io ho necessità
di conoscere quali sono le esigenze interne e anche di conoscere i costi che
il Canada dovrà sostenere per questa lotta internazionale contro il
terrorismo. Voglio avere un’idea precisa e attualmente ciò è difficile a
causa della situazione economica che cambia continuamente». Già, l’economia. Come stiamo in questo settore?
«Sono molto fiducioso sul futuro dell’economia canadese nel medio e
lungo termine. Ma, ovviamente, nell’immediato, e più specificamente questo
trimestre e il prossimo, saranno caratterizzati da grande incertezza. Questo
significa che prima di preparare un budget bisogna avere un’idea chiara di
ciò che sta accadendo. Presto avrò queste informazioni». Presto, cosa significa?
«Di sicuro entro il prossimo mese prenderò una decisione». C’è qualcuno che parla di un aumento delle tasse per evitare il
deficit.
«No. Non deve neppure sfiorarli questa idea. Saremo fiscalmente molto
responsabili e proteggeremo la nostra integrità finanziaria». Si deve escludere un annullamento della decisione dello scorso anno di
tagliare le tasse?
«Posso assicurare che quel taglio delle tasse va avanti, come andranno
avanti i finanziamenti alle Province per il settore sanitario». Niente aumenti di tasse dunque. Avremo allora dei tagli o, come
suggerisce qualcuno, una riduzione della Gst, per stimolare l’economia?
«Le nostre iniziative sono indirizzate sempre verso la riduzione delle
tasse personali. Voglio comunque sottolineare che non verranno adottati
provvedimenti che prevedono grossi tagli o grosse spese. Per me è infatti
importante proteggere il consumatore canadese durante questo periodo di
rallentamento economico ma anche di non danneggiare la possibilità della
ripresa nel medio e lungo termine. Quando le cose miglioreranno, voglio che il
Canada sia in prima fila». Crede che il consumatore canadese abbia ancora fiducia nel quadro
generale della situazione economica?
«Sono convinto che i canadesi siano ancora molto fiduciosi sul futuro
della nostra economia. E a ragione. Sono infatti poche le nazioni che si
trovano in una posizione come il Canada. I nostri indici sono stati
riconosciuti i migliori di qualsiasi altro Paese prima degli attentati
dell’11 settembre. Lo aveva riconosciuto lo stesso Fondo Monetario
Internazionale affermando che noi saremmo stati all’avanguardia tra i Paesi
del Gruppo dei Sette nel guidare la ripresa economica. Fanno quindi bene i
canadesi a sentirsi fiduciosi, vi sono tutti i presupposti. È comunque
necessario mantenere una rigida disciplina fiscale, che continuiamo a spendere
solo in settori prioritari, che storniamo i fondi da altri programmi non
urgenti per far fronte alle nuove necessità. In altre parole dobbiamo sempre
tenere d’occhio quali sono i nostri obbiettivi a lunga scadenza». Si tratta di un momento alquanto difficile. Cosa fa il governo per
aumentare il morale della popolazione, a prescindere dalle manovre economiche?
«Credo che stiamo già facendo molto in questo senso. Ma credo che sia
importante soprattutto rassicurare i canadesi che il governo ha una guida
sicura, che siamo fiscalmente responsabili e che la loro sicurezza non è in
discussione. Siamo consapevoli di questo e cerchiamo di far diffondere questo
messaggio il più possibile. La fiducia in momenti difficili è un elemento
indispensabile». Tom D’Aquino ha detto che se non si risolve il problema delle
frontiere ci possono essere problemi per la nostra economia.
«Assicurarsi che i controlli lungo i nostri confini siano aperti il più
possibile, ma anche efficienti nei controlli è indispensabile non solo per la
nostra economia, ma anche per la sicurezza nazionale. Il flusso alle frontiere
fa parte di un pacchetto di misure che sono necessarie per difendere la nostra
economia. È importante che i cittadini in entrambi i lati delle frontiere
abbiano fiducia nei controlli e nella loro efficienza al fine di far passare
le merci nel modo più spedito possibile senza mettere in pericolo la
sicurezza nazionale». Ci vogliono più soldi per le forze armate, più soldi per la
sicurezza alle frontiere, sussidi all’industria del trasporto aereo.
Ministro Martin, basterà il surplus per pagare tutto questo e mantenere i
programmi annunciati?
«Posso dire che abbiamo i soldi necessari per assicurare la sicurezza ai
cittadini, per le forze armate e la sicurezza del settore aereo. Insomma posso
assicurare che ci saranno tutti i soldi necessari per assicurare la sicurezza
nazionale». Anche a costo di tornare ai bilanci con deficit?
«Posso assicurare i cittadini che verrà fatto tutto il possibile per non
ritornare ad un bilancio con un deficit. Questo è importante sottolinearlo.
Certo, abbiamo i soldi del surplus. È giusto usare parte di questo surplus
per ridurre il debito in tempi di prosperità economica, in tempi di
rallentamento si deve cercare di evitare i deficit. Posso comunque dire che,
in tempi di difficoltà economica la sicurezza nazionale è più importante
della riduzione del debito». E del deficit?
«Sottolineo di nuovo che faremo tutto il possibile per non ricadere nel
deficit». È ottimista a questo proposito?
«Faremo tutto il possibile per evitarlo e sono fiducioso nel futuro della
nostra economia».
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