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SABATO 15 SETTEMBRE, 2001 | BACK
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un
altro muro è caduto di
Angelo Persichilli
CORRIERE
CANADESE
La caduta delle Torri gemelle del World Trade Centre può
essere paragonata alla caduta dell’Impero Sovietico. A prima vista tale
affermazione può sembrare assurda; esaminando però più da vicino i cardini
sui quali si è basato l’equilibrio mondiale dopo la fine della Seconda
Guerra mondiale, forse troveremo almeno le basi per discuterla.
Il mondo ha costruito mezzo secolo di pace sulla consapevolezza che nessuno
poteva vincere una guerra. I cardini di questo equilibrio sono stati
l’Unione Sovietica e gli Stati Uniti d’America. Mentre facevano finta di
farsi guerra facendosi ogni tanto qualche sgambetto, in realtà avevano
tacitamente accettata la spartizione del mondo a Yalta. Ognuno quindi cercava
di difendere il proprio sistema di governo basato su due punti: giustizia
sociale e democrazia.
Con
una differenza.
Il
socialismo sovietico è stato ossessionato, almeno dal punto di vista
ideologico, dal raggiungimento dell’uguaglianza sociale. L’ha predicata,
l’ha istituzionalizzata, ha cercato di praticarla, quindi ha voluto imporla.
Il concetto di democrazia è stato invece accantonato prima e poi ritenuto
nocivo al raggiungimento dell’obiettivo primario. L’amministrazione della
democrazia è stata lasciata nelle mani di pochissime persone. E la democrazia
nelle mani di poche persone si chiama dittatura.
Sappiamo come è andata a finire: non esiste uguaglianza se non c’è
democrazia.
Gli
Stati Uniti sono stati invece la piramide capovolta di questo rapporto. Gli
americani hanno sposato la tesi della democrazia predicata da Thomas Payne e
istituzionalizzata da Thomas Jefferson. La costituzione americana è il
massimo che un popolo libero possa auspicare. Ma mentre le istituzioni hanno
difeso la democrazia, hanno lasciato nelle mani dei singoli la difesa della
giustizia sociale. Anche in questo caso sappiamo come sono andate le cose. La
democrazia non è completa se non c’è uguaglianza sociale.
L’Unione
Sovietica è crollata, gli Stati Uniti sono ancora lì, unico baluardo di un
sistema che non c’è più, unico baluardo in un nuovo ordine che non
riusciamo ancora a definire.
Gli
attentati di martedì hanno cambiato l’America. L’America della Monroe
Doctrine, che aveva istituzionalizzato il due decembre del 1823 che sanciva la
fine dell’interferenza europea in America e, in pratica, l’interferenza
straniera sul suolo americano è crollata. L’America, abituata a difendere a
partecipare guerra per difendere la democrazia sul territorio altrui, si trova
ora per la prima volta dalla fine della guerra di indipendenza a combatterne
una sul suo territorio.
La
guerra ora non ha più frontiere ed i confini nazionali non sono più
importanti di quanto non lo possa essere un prefisso telefonico. Le guerre non
devono essere più dichiarate dai governi, basta qualche pazzo con molti soldi
per far tremare il mondo.
Un
mondo ora non si mantiene più su un equilibrio ideologico, ma sta cercando un
equilibrio culturale, religioso.
Ma
attenzione. Non confondiamo l’azione di pochi con quella delle masse. Non
tutti gli italiani sono mafiosi, come non tutti gli americani sono
appartenenti al KKK e non tutti gli islamici sono terroristi.
Ciò
che è successo martedì è grave e deve farci riflette; non dobbiamo
dimenticare che tutto ciò è opera di alcuni pazzi che, purtroppo, hanno la
capacità di colpire tutti. E non dobbiamo nemmeno credere, come hanno fatto
alcuni che hanno scritto un graffiti su un muro di Toronto che «il
capitalismo merita queste punizioni».
Questi
idioti non hanno capito che i terroristi non hanno colpito il World Trade
Centre perché chiedevano il controllo degli affitti oppure perché volevano
fare aumentare i sussidi del welfare. Non
lo hanno fatto nemmeno in nome di Allah o del Corano che parla di tutt’altri
insegnamenti. L’hanno fatto perché sono pazzi, ma pazzi con tanti soldi che
possono distruggere il mondo.
Mentre
quindi continuiamo ad incoraggiare gli Stati Uniti a porre più attenzione sui
problemi dell’uguaglianza sociale, non dimentichiamoci che essi, dopo la
scomparsa dell’Unione Sovietica, sono l’unico baluardo in grado
proteggerci da questi pazzi che hanno fatto diventare realtà immagini che
credevamo far parte dei film dell’orrore.
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